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lunedì

CES 2018: AMD Tech Day - Nuova Roadmap, Ryzen APUs, Zen+ a 12nm, Vega a 7nm


Il CES è sicuramente uno degli eventi principali per quanto riguarda le nuove tecnologie e ovviamente i grandi produttori di hardware non perdono certo occasione per mostrare quelle che sono le loro nuove soluzioni in via di sviluppo e quali sono i loro piani per il futuro.
AMD è ovviamente tra questi e dopo quelle che sono state, personalmente parlando, i top e flop del 2017 della casa di sunnyvale, in ordine, Ryzen e VEGA, ha destato sicuramente l'interesse dei PC enthusiasts di tutto il mondo.

Per celebrare infatti l'inizio dell'annuale fiera CES, AMD ha invitato la stampa del settore a presenziare al suo evento dedicato a quella che sarà la Roadmap dei prossimi 3 anni, con ovviamente enfasi sulle ultime tecnologie in arrivo nel 2018.
I punti salienti includono quelle che saranno le prime APU Ryzen, la seconda generazione di CPU Ryzen realizzate utilizzando la microarchitettura "Zen +" con nuovo processo produttivo e l'arrivo di VEGA nel maggior numero possibile di segmenti diversi di mercato, tra cui una nuova gamma di GPU Vega dedicate al Mobile e la versione rifinita dell'architettura "Vega" che vedrà l'alba del processo produttivo a 7nm di GlobalFoundries.

Come anticipato sopra, la Roadmap presentata è sicuramente ricca di tante novità ma partiamo con ordine.


Per quanto riguarda le CPU, questo 2018 risulta sicuramente molto ricco, partendo proprio dal Q1 di questo nuovo anno, con l'arrivo delle nuove RYZEN 3 APU (CPU ZEN + GPU VEGA) dedicate al mercato mobile previste proprio per questi primi giorni di Gennaio, seguite dalle versioni desktop previste per circa la prima decade di Febbraio.
La nuova generazione di CPU desktop RYZEN con processo produttivo raffinato "ZEN+" è prevista invece per Aprile, quindi per il Q2 del 2018, stessa cosa, senza però una data precisa, per le APU mobile "Ryzen Pro", chiudono invece, almeno per ora, quelle che sono le novità previste per questo 2018, la seconda generazione di CPU "Threadripper" e i processori RYZEN Pro di seconda generazione destinati al mercato desktop, entrambe queste nuove soluzioni sono previste per la seconda metà dell'anno.
AMD ha fornito molte informazioni riguardo questa roadmap, spingendosi appunto fino al 2020, anno che dovrebbe vedere l'alba della 3° generazione di CPU basate su architettura ZEN, appunto "ZEN 3" che per l'occasione potrebbe vedere proprio il superamento del "tetto", chiamiamolo così dei "7nm", battendo di molto la concorrenza, va detto però che già ZEN+, un raffinamento dell'architettura presentata nel 2017, prevede un rimpicciolimento delle componentistiche elettroniche, si parla infatti di processo produttivo 12FP a 12nm di GlobalFoundries, che a detta di AMD, offrirà il 10% in più di prestazioni per watt rispetto all'attuale processo 14LmP a 14nm, va detto inoltre che AMD, già con i primi RYZEN dell'anno scorso, chiarì che la nuova piattaforma AM4 sarebbe stata unica per tutta la roadmap dei prossimi 4 anni, ed è stata di parola, infatti tutte le nuove CPU, ma soprattutto le architetture in arrivo avranno come piattaforma l'AM4, ovviamente ci saranno nuovi chipset, magari con features particolari, più moderne, per giustificarne l'acquisto, al CES infatti è stato possibile già vedere alcuni prototipi di MoBo X470, ma la compatibilità è stata assicurata, quindi è molto probabile che chi di voi abbia una motherboard X370 potrà montarvi tutte le nuove CPU future previa probabilmente e ovviamente un aggiornamento BIOS.
Come detto, tante novità e alcune di queste sono già arrivate, AMD ha infatti confermato, un taglio sul prezzo di TUTTE le sue CPU ZEN, rendendo soluzioni come il RYZEN 7 1700 e il RYZEN 5 1600, già estremamente interessanti dal punto di vista prezzo/prestazioni, ancora più appetibili.


Meno sostanziosa invece è stata la roadmap per il reparto GPU, anche quest'ultima riguardante un periodo di 3 anni, con un 2018 che vedrà per lo più l'arrivo ufficiale delle soluzioni custom per desktop di VEGA 56 e 64 ma anche alcune novità sicuramente interessanti, come ad esempio le soluzioni VEGA mobile e il raffinamento dell'architettura VEGA che passa dai 14nm al nuovo processo produttivo a 7nm, sicuramente interessante per le stesse premesse fatte sopra riguardo le CPU ma in questo caso specifico in una soluzione grafica dedicata al machine learning. Per vedere però le prime schede consumer a 7nm dovremo aspettare il 2019 e la nuova architettura NAVI, mentre, per il 2020, anche per quanto riguarda le GPU, è stato fatto cenno al superamento del traguardo del processo produttivo a 7nm, indicato appunto con la dicitura "7nm+" con una nuova architettura, evidentemente non ancora battezzata e quindi denominata semplicemente "NEXT-GEN".
Per quanto riguarda invece il "gossip" che vedeva AMD pronta ad una collaborazione con Intel per soluzioni miste con grafica RADEON, tutto vero, è stata infatti confermata questa collaborazione che dovrebbe dare vita a custom chip con cpu e gpu integrata per soluzioni gaming (praticamente delle APU con CPU Intel e GPU AMD).

Volendo fare qualche supposizione, potrei dire che, AMD stia pensando ad una certa lineup di prodotti strutturata in modo tale da evolversi su entrambi i mercati, per intenderci, non mi sembra un caso che ZEN2 sia prevista proprio per il 2019 assieme a NAVI, entrambe le due architetture infatti saranno basate su processo produttivo "ottimizzato" a 7nm, quest ultimo probabilmente testato sulle VEGA dedicate al machine learning previste per questo 2018, il che fa pensare ovviamente alle APU ZEN2 aventi sicuramente come GPU integrata l'architettura NAVI.
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Fractal Design presenta due nuovi case, il Define C e il Define Mini C

Fractal Design ha presentato due nuovi case della linea Define, il Define C, con supporto per MoBo fino ad ATX e la versione Micro-ATX e ITX, il Mini C, due case che si rifanno molto al Define S ma con un layout interno rivisitato e migliorato.


Esternamente sono praticamente dei "Fractal Design", dico questo perché ormai i loro case sono caratterizzati da questo look "scandinavo e minimalista", che personalmente trovo davvero bello, hanno quello stile che li rende praticamente universali, un po' come le scarpe nere che stanno bene sotto qualsiasi abito.
I Define C e Mini C, come già detto in precedenza, si rifanno molto al design del Define S, anche nel layout interno, con in più l'aggiunta di una cover per la zona dell'alimentatore, che ricopre tutta la parte inferiore e separa quindi la zona motherboard da quella psu e storage, una cover che presenta nella zona PSU degli intagli per favorire un certo flusso d'aria in caso montiate la PSU con ventola rivolta verso l'alto e una sezione smontabile nella zona anteriore, utile per installare radiatori maggiori dei 280mm.

Le dimensioni dei due nuovi case di Fractal sono 399 x 210 x 440 mm per il Define C e 399 x 210 x 399 mm per il Mini C, risultando entrambi più compatti rispetto a modelli dello stesso form factor ma senza sacrificare spazio interno per le componenti.
Entrambi i case presentano molteplici features a mio avviso troppo importanti per non essere inserite nei case moderni, innanzi tutto la presenza di filtri anti polvere nelle zone dove tipicamente vengono installate ventole in ingresso.

Nella zona anteriore troviamo infatti un filtro che la ricopre interamente, assieme ad una delle due ventole pre installate (l'altra prevista è installata sul retro in espulsione), sempre dal lato anteriore di entrambi i case è possibile rimuovere anche un filtro che ricopre tutta la base, quindi anche la zona PSU e per finire, nella parte superiore, Fractal offre in bundle un filtro magnetico da sostituire al pannello ModuVent in caso vogliate installare ventole o radiatori nella zona superiore.
Come è ormai di norma per i moderni case di Fractal, i pannelli anteriore, superiore e laterali sono rivestiti internamente con materiale fonoassorbente, sono però ovviamente disponibili anche i modelli con pannello finestrato molto ampio.

Per quanto riguarda la compatibilità interna, entrambi i case possono ospitare schede grafiche lunghe fino a 315mm in caso di ventole frontali installate, dissipatori per CPU alti fino a 170mm e supportano PSU di form factor ATX lunghe fino a 175mm. Sul retro della mobo tray possiamo trovare un supporto removibile, in prossimità del cut out per il retro del socket, per installare fino a 3 SSD, possiamo trovare inoltre nella parte anteriore 3 fascette in velcro per il cable management oltre che tutta una serie di ganci posti su tutta la mobo tray, completa il supporto per lo storage, una gabbia per 2 HDD o 2 SSD, removibile e regolabile, installata nella zona frontale del case al di sotto della cover dedicata.

Sia il Define C che il Define Mini C, dovrebbero essere già disponibili, per quanto riguarda i prezzi invece dovrebbero oscillare dai $80 ai $85 per il Define C nelle sue versioni finestrata e non, leggermente inferiori invece quelli per la versione micro ATX, $80 (finestrato) e $75 con pannello solido, è intuibile che da noi, in Italia, potremo trovarli con un leggero sovraprezzo.

fonte: Fractal-Design.com
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mercoledì

Budget Gaming PC - November 2016

Ben ritrovati amici di I.T.A, riprendiamo il discorso configurazioni PC gaming a fronte di alcune richieste che mi sono arrivate negli ultimi giorni.
Come avrete potuto evincere dal titolo, quella di oggi sarà una configurazione budget, il motivo è soprattutto l'uscita delle nuove GTX 1050 e 1050Ti, sulle quali ho già espresso, abbondantemente, il mio parere in un precedente articolo.
Per chi non lo avesse ancora letto, voglio dire che non son tanto contento di soluzioni grafiche super budget come questo genere di prodotti, soprattutto perché, una volta che queste schede vengono immesse sul mercato Italiano, quello che dovrebbe essere il loro punto di forza, ovvero il rapporto prezzo/prestazioni, decade a causa dei sovrapprezzi che gli vengono applicati.
Ad ogni modo restano sempre prodotti "entry level", dal prezzo inferiore rispetto a quelli di fascia più alta e quindi fruibili da chi magari non ha la disponibilità economica per poter affrontare una spesa superiore ma veniamo alla configurazione che vi voglio proporre.

CPU
Come processore ho scelto un Intel Core i3-6100 , un Dual Core con Hyper Threading con frequenza da 3.7 GHz. Il motivo di questa scelta è semplice, è economicamente accessibile e dispone di una frequenza stock più che discreta per un pc gaming, inoltre la tecnologia HT di Intel aiuta molto in quei processi dove due core sarebbero un limite.



MOTHERBOARD
La scheda madre selezionata per questa configurazione è una ASRock B150M Pro4S. Sicuramente non ha le features dei prodotti di fascia più alta, di questo stesso modello infatti vi esiste una versione con slot M.2 ma sarebbe stato alquanto ridicolo sceglierla, chi è in budget di certo non spenderebbe soldi per un SSD di formato M.2, detto ciò stiamo parlando comunque di una MoBo solida e affidabile che, rispetto a prodotti della concorrenza su stessa fascia di prezzo, ha qualcosa in più, come ad esempio il dissipatore per il comparto VRM.



RAM
Per quanto riguarda le memorie RAM, ho scelto un kit da 8GB (2x4) di Kingston, ovvero le HyperX Fury 2133 MHz.
Non c'è troppo da dire sulle memorie RAM, sono supportate tranquillamente dalla MoBo vista sopra e Kingston è sicuramente un brand affidabile, inoltre sono facili da reperire in Italia, questo gioca a favore del consumatore sia per disponibilità sia per il prezzo.



STORAGE
Per questa configurazione ho scelto un Sandisk SSD PLUS 240 GB [SDSSDA-240G-G26]. 
Arrivati a questo punto è necessario chiarire una cosa, in un PC da Gaming moderno, non deve mancare un SSD, di conseguenza, anche nelle configurazioni budget, è bene consigliare solo un SSD,
perché è molto probabile che abbiate già in casa un HDD da potergli affiancare, per logica "assemblare un NUOVO PC" implica, il più delle volte, che ne abbiate uno vecchio, che potete poi depredare in modo da salvare parte del budget che avete a disposizione per la nuova configurazione.
HDD, Case e RAM, sono spesso le cose più facili da recuperare da un vecchio PC, in questo caso credo potrete recuperare sicuramente un HDD.


GPU
Come scheda grafica, ve lo avevo già accennato, la scelta ricade su l'ultima arrivata di casa Nvidia, la GTX 1050 ma nella sua versione "Ti", questo a fronte di un memory buffer maggiore rispetto alla versione standard e quindi 4GB di memoria on board rispetto ai 2GB della versione "non Ti". Come sicuramente saprete già, per questa soluzione, Nvidia non ha rilasciato una versione founders ma solo quella per i partners AiB, la versione che ho scelto è quella di MSI, GTX 1050 TI 4G OC.



CASE
Il Case è totalmente a vostra discrezione, anche qui vale il discorso fatto per l'HDD, se ne avete uno decente, magari proprio del vostro vecchio PC, potete usarlo tranquillamente. In caso dobbiate invece comprarlo potete optare per lo Zalman Z1 NEO, un buon case, dal prezzo non eccessivo, discretamente completo dal punto di vista delle features, esteticamente carino e soprattutto con un bundle molto ricco, il case vi arriva con ben 3 ventole preinstallate, due anteriori a led e una posteriore.



PSU
Il sistema assemblato fin ora è estremamente efficiente, il consumo infatti è minimo e quindi la PSU richiesta non deve essere necessariamente performante, io vi consiglio una XFX XT 400W, leggermente Overkill, considerando che la scheda grafica usata in questa configurazione non necessita di alimentazione ausiliaria ma il prodotto è di buona qualità e certificato 80+ Bronze, che non guasta mai, inoltre vi da un piccolo margine per upgrade futuri, come potrebbe esserlo una scheda grafica migliore.



Di seguito troverete il resoconto delle componenti con prezzi e link dei vari store online, mi sono basato su Amazon, visto che è quello più comune, discorso che vale per tutte le componenti che trovate in elenco tranne che per la scheda grafica, attualmente non reperibile su Amazon, se non a prezzi assurdi, il link che troverete infatti vi riporterà su ePrice.
Il totale per questo PC gaming è di poco inferiore ai €600, un risultato abbastanza discreto, considerando che lo stesso sistema sul mercato USA, costerebbe poco sopra i $500, soprattutto a fronte di un costo più contenuto per la GPU.

Prezzi e link:
CPU: Intel Core i3-6100 3.7GHz Dual-Core Processor  €118.90
Motherboard: ASRock B150M Pro4S Micro ATX LGA1151 €75.88
Memory: Kingston HyperX Fury Black 8GB (2 x 4GB) DDR4-2133 Memory  €49.99
Storage: Sandisk SSD PLUS 240GB 2.5" Solid State Drive  €67.90
Video Card: MSI GeForce GTX 1050 Ti 4GB Video Card  €167.99
Case: Zalman Z1 Neo ATX Mid Tower Case  €51.20
Power Supply: XFX XT 400W 80+ Bronze Certified ATX Power Supply  €45.99

Total: €577.85



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martedì

Corsair svela il nuovo Carbide AIR 740

CORSAIR, uno dei marchi leader nel settore RAM, Case, dissipatori AIO e periferiche per PC, ha deciso di ampliare la sua linea Carbide con uno dei prodotti forse più attesi di sempre, sto parlando del nuovo AIR 740, un nuovo "cube case" che dovrebbe rappresentare l'evoluzione del pluri apprezzato AIR 540, un prodotto che personalmente ho sempre apprezzato, per qualità costruttiva, design e features ma che presentava ancora qualche piccolo neo.



Questo nuovo AIR 740 sembra partire proprio da quanto di buono abbiamo potuto apprezzare nel modello precedente, in primis è più grande, il che si traduce in più spazio disponibile internamente, il design interno è quello a doppia camera separata, lo spazio interno, così come accadeva per l'AIR 540, è diviso infatti dalla stessa MoBo tray, che separa quindi la zona principale, dove verrano installate le componenti HW quali MoBo, GPU/s e dissipatore CPU e la zona secondaria nella quale si potranno installare la PSU, con moltissimo spazio per il cable management e le componenti d'archiviazione dati come HDD ed SSD grazie all'ausilio delle apposite gabbie removibili all'occorrenza.
Per quanto riguarda la tipologia di case, va detto che il nuovo AIR 740, come dice il nome stesso, è un case improntato sull'airflow, quindi è stato progettato proprio per garantire un ottimo flusso d'aria interno, cosa facilmente intuibile visto che tutti i pannelli del case presentano una parte forata (in mesh) in corrispondenza della camera principale, e si può già notare un primo miglioramento rispetto al modello AIR 540, dove il pannello inferiore presentava dei cut-out in corrispondenza dei carrelli adibiti all'installazione degli HDD, cut-out che non erano protetti da nessun pannello in mesh e tanto meno presentavano filtri antipolvere, una scelta di design che li rendeva, a mio parere, il punto debole più evidente di quel modello, cosa assolutamente non trascurabile per un Case improntato all'AirFlow, potete vedere quello di cui parlo nell'immagine seguente.



Il miglioramento si ferma qui, ovvero alla sezione in mesh sul pannello stesso ma ancora una volta nessun filtro antipolvere, considerando che proprio sul lato inferiore vi è la predisposizione per l'installazione fino a 2 ventole da 140mm o 120mm, con possibilità d'installazione anche di radiatori fino a 280mm, mi sembra una mancanza non di poco conto.



Per quanto riguarda le dotazioni del pannello frontale, il pannello I/O è posto nella zona adiacente alla camera secondaria e vi possiamo trovare due porte USB 3.0, i jacks Audio, i tasti ON/OFF, Reset e il tasto per i LEDs oltre ad una bay (non ancora confermata) che dovrebbe ospitare un componente acquistabile separatamente per l'installazione di porte HDMI frontali.
A riguardo del raffreddamento, sul lato anteriore abbiamo la possibilità d'installare fino a 3 ventole da 120mm o 2 ventole da 140mm (incluse in bundle) ed ovviamente radiatori fino a 360mm (3x120), qui troviamo inoltre l'UNICO filtro antipolvere, o meglio uno degli unici due filtri antipolvere magnetici presenti, c'è da dire che Corsair afferma tra le specifiche tecniche del case, "Dust filters on all intakes" , insomma direi che non è proprio così, considerando che pur volendo lasciare senza filtri le ventole superiori e posteriore, normalmente settate in exhaust, almeno il pannello inferiore andava filtrato visto che, a mio avviso, andrebbe usato come "intakes".



Passiamo al pannello superiore, per il quale vale lo stesso discorso di quello inferiore, sono praticamente la stessa cosa (piedini esclusi), supporta infatti lo stesso numero di ventole e tipologia di radiatori, anche in questo caso niente filtro antipolvere e anche se nei punti adibiti ad exhaust non siano necessari, vorrei, a rischio di essere ripetitivo, ribadire che i filtri antipolvere devono essere considerati una feature principale e che tutti i produttori di Case debbano tenerne conto, personalmente preferisco avere meno frivolezze quali "FAN" o "LEDs" controller preinstallati e più filtri antipolvere.


Per quanto riguarda invece il pannello posteriore, possiamo notare la suddivisione delle due camere interne, con quella secondaria dedicata, come detto in precedenza, alla PSU e allo storage e quella principale invece dedicata alle componenti principale HW, nel dettaglio, in corrispondenza della camera principale troviamo ovviamente il cut-out per la I/O shield della MoBo, il supporto per una ventola da 140mm (inclusa) con possibilità d'installare all'occorrenza una ventola 120mm e radiatori di egual dimensione e la presenza di 8 slot d'espansione.
In corrispondenza della camera secondaria invece possiamo trovare il cut-out per la PSU e una zona in mesh con predisposizione all'installazione di una ventola da, credo, 80mm, posta ad altezza gabbia HDD, non è una cosa necessaria ma c'è e garantisce comunque un certo livello di flusso d'aria anche per il retro della MoBo tray.


Come ho già anticipato, il pannello laterale, lato PSU, è completamente solido con però una sezione in mesh posta appunto ad altezza PSU e salvaguardata da un filtro antipolvere magnetico facilmente removibile per la pulizia, vi basterà infatti svitare il pannello, rimuoverlo e prendere il filtro, all'occorrenza potete sempre attaccarlo esternamente al case così da non dover nemmeno smontare il pannello laterale, quanto possono essere comodi i filtri magnetici?.
Diverso è invece il pannello laterale posto a copertura della camera principale del nuovo AIR 740, si tratta infatti di un pannello totalmente finestrato ad apertura a cerniera, come visto su molti modelli recenti di case Corsair, è inoltre possibile rimuoverlo completamente per consentire una migliore installazione di tutte le componenti HW internamente, installazione ulteriormente semplificata dal fatto che il layout interno è estremamente spazioso e libero da qualsiasi impedimento, come già detto infatti, le gabbie per gli HDD e gli SSD sono poste nella camera secondaria.

Insomma, per concludere, il nuovo AIR 740 sembra essere davvero un prodotto interessante ricco di features importanti, credo lo si possa davvero considerare come evoluzione del Carbide AIR 540, del quale prende praticamente tutto e migliora qualche piccolo aspetto, la mia non è una recensione voglio essere chiaro, non ho il Case con me quindi tutte le mie supposizioni scritte sopra sono frutto appunto di un'analisi visiva effettuata sul materiale media messo a disposizione da Corsair sul proprio sito, il prezzo dovrebbe essere di circa $150 VAT esclusa quindi sicuramente da noi in Italia costerà un po' in più, di seguito tutto il resto delle specifiche tecniche.


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The I.T.A. PC PARTS Guide: PSU


Ciao a tutti, visto che mi è stata chiesta più volte una guida alle parti che compongono un PC ho deciso accontentare le richieste ricevute con una serie di articoli dedicati proprio alle componenti hardware che vi troverete d'avanti nel momento in cui andrete ad assemblare il vostro nuovo PC.
Una premessa va fatta, la prima cosa importante nell'assemblaggio del proprio computer è proprio la scelta dei componenti, ci sono tante cose di cui tener conto che non si limitano solo alla mera compatibilità delle parti tra loro ma ci arriveremo.

L'argomento di cui vi parlerò oggi, o meglio il componente col quale voglio aprire questa rubrica è forse quello più spesso sottovalutato di tutti, da qui proprio la mia decisione di parlarne subito, ovvero l'ALIMENTATORE o PSU (power supply unit), che io considero il CUORE di un PC.
Volendo fare un paragone tra le componenti hardware che compongono un PC e gli organi presenti all'interno del corpo umano, a mio avviso la CPU e MotherBoard sono paragonabili al Cervello ed al Sistema Nervoso, la GPU ai Muscoli e la PSU al Cuore, in quanto provvede a rifornire di energia tutte le parti del nostro PC così come fa il Cuore che pompa il sangue alle parti del nostro corpo, ovviamente è presto detto che va considerato come un componente principale sul quale non dovremmo risparmiare ma andiamo per ordine.

Un alimentatore o PSU, per definizione, è un componente che converte la corrente AC (corrente alternata) in corrente DC (corrente continua), in modo da fornire energia elettrica sicura e fruibile a tutte le componenti del nostro PC a tensioni diverse (3.3, 5 e 12 volt), senza l'alimentatore infatti le nostre componenti hardware non funzionerebbero e senza il lavoro di conversione e regolazione della tensione, che svolge l'alimentatore, le componenti HW brucerebbero immediatamente appena collegate alla rete elettrica di casa.
Con questa guida, chiariamo, non vi spiegherò per filo e per segno il suo funzionamento, cosa che richiederebbe ovviamente una conoscenza avanzata in Elettronica e non solo, sia da parte mia che da parte vostra che leggete, ma cercherò di fornirvi le nozioni necessarie per capire le caratteristiche principali che, IO ritengo, si debba tener conto al momento della scelta per il nostro sistema.

Il Wattaggio:
Dire wattaggio non è teoricamente corretto ma rende bene l'idea di cosa stiamo parlando, si tratta del primo valore di scelta di un'alimentatore, perché da questo dipende poi la capacità della PSU stessa di alimentare correttamente tutte le parti del nostro PC.
Il watt, il cui simbolo è la W, è l'unità di misura della "potenza", nel nostro caso specifico, la potenza elettrica, intesa come l'energia trasferita nell'unità di tempo ma viene anche utilizzata per quantificare l'energia prodotta o utilizzata da un sistema fisico.
Chiariamo una cosa, se installiamo una PSU da 500W nel nostro PC, non vuol dire che quest'ultimo assorba continuamente 500W dalla presa elettrica ma che la potenza massima che è in grado di fornire alle parti interne è di 500W.
Come sappiamo tutti ormai, i PC hanno due diversi tipi di consumo, Idle (consumo minimo, tipico dell'uso normale di un PC, come la navigazione web, la riproduzione di files multimediali e cose simili) e Load (carico di consumo alto, quindi con processi che richiedono grandi risorse hardware, come videogames, elaborazione grafica, rendering ecc), il wattaggio di una PSU quindi deve poter garantire almeno la copertura dei carichi in Load dei nostri componenti e andare oltre questo valore se intendete fare OC o semplicemente volete garantirvi un certo margine di espandibilità per componenti future.
Altra cosa da dire è che il wattaggio dipende molto dall'efficienza energetica della PSU, nel senso che la scelta di un'alimentatore di un certo wattaggio rispetto ad un altro dipende anche dalla sua efficienza energetica, questo perché tutti gli alimentatori attualmente in commercio, partendo da quelli più economici fino ad arrivare a quelli più costosi non sono in grado di assicurare il 100% di efficienza energetica, ovvero non sono in grado di prelevare perfettamente il quantitativo di energia richiesto dal sistema, senza il minimo spreco, chiarirò in seguito questo punto.
In passato, le PSU non raggiungevano l'efficienza energetica di quelle di oggi ma cos'è l'efficienza energetica di un'alimentatore?, bene per farla breve una PSU è più efficiente minore è la differenza tra l'energia elettrica che invia alle parti del nostro PC e quella che preleva dalla presa elettrica di casa.

Per farvi un esempio; mettiamo caso che il nostro PC assemblato abbia un consumo stimato reale e totale di massimo 400W, ora, in una situazione ideale ed utopica, dovremmo utilizzare una PSU da 400W, quindi capace di erogare in uscita tutti i watt che il nostro sistema necessita.
Come ho detto sopra si tratterebbe di uno scenario utopico, attualmente impossibile, in quanto purtroppo vi è sempre una dispersione di energia più o meno grande dipendente da molteplici fattori, tra cui ovviamente le componenti elettroniche dell'alimentatore, quindi la qualità costruttiva.

Tornando quindi all'esempio citato sopra, se il nostro sistema necessita di 400W per essere alimentato e gli alimentatori in nostro possesso hanno, ad esempio, un efficienza energetica del 50%, dovremmo selezionare una PSU in grado di garantire sulla linee interne combinate quindi +3.3, +5 e +12V almeno i 400W che ci servono, inoltre, poiché la linea principale interna ad una PSU, quindi quella usata dai componenti più assetati d'energia (CPU e GPU) è rappresentata da quella a +12V, l'ideale sarebbe che la maggior parte di quei 400W richiesti venga erogata proprio sulla linea a 12V.
Tutte le supposizioni fatte però, ci portano ad un punto importante, il consumo, quindi quanta energia viene prelevata dalla presa di casa, che nel caso del nostro esempio è di 800W di potenza, 400/0.5, questo perchè 400 sono i watt che il nostro sistema necessita e 0.5 rappresenta il 50% d'efficienza energetica, questo si traduce in un consumo doppio, nel nostro caso, perché avere un 50% d'efficienza ha come altra faccia della medaglia, il fatto di avere il 50% di perdita energetica o spreco, chiamatelo come vi pare.

Nell'immagine seguente potete notare due etichette che rappresentano due diversi alimentatori di qualità differenti ma entrambi con 550W dichiarati in uscita, il primo è un'alimentatore di qualità elevata e lo si nota anche dalla presenza del bollino 80Plus Gold, di cui vi spiegherò poi il significato, il secondo invece è un'alimentatore più economico, ma analizziamo le etichette per capire meglio di cosa parlavo sopra.




Come vi dicevo prima, un ottimo alimentatore è in grado di fornire tutta l'energia di cui necessitiamo, o quanto meno la maggior parte, sulla linea +12V, se prendiamo il nostro esempio di prima, quindi il famoso sistema da 400W di consumo possiamo notare come nel primo caso, i watt richiesti vengano abbondantemente forniti dalla linea principale e "indipendente*", anzi possiamo vedere che è praticamente capace di fornire ben 540W dei 550W dichiarati.
Nel secondo caso invece possiamo notare come l'alimentatore non solo sia sprovvisto di linea indipendente a +12V, cosa che non è molto consigliata per i sistemi moderni per una questione di stabilità e sicurezza vista la richiesta di quantitavi energetici superiori delle CPU e GPU moderne ma che non sia in grado di fornire tutti i 400W sulle due linee combinate tra loro, ovviamente non vuol dire che non sia capace di alimentare il nostro sistema ma che ha bisogno di "caricare" anche le altre linee inferiori, cosa che non si presenta troppo come problema a patto si parli di un sistema di fascia bassa e che non si ecceda, non si dovrebbe superare la tolleranza del 5% riportata da specifiche ATX.

*Un piccolo appunto, spesso si fa confusione con il termine “indipendente” che viene utilizzato per le linee +12V utilizzate per alimentare la cpu e le schede video, tale confusione nasce da una norma dello standard ATX che impedisce ai costruttori, per questioni di sicurezza e di possibili surriscaldamenti, di erogare su un singolo cavo/connettore più di 20A. Con gli attuali sistemi multi-core e multi-gpu però la potenza richiesta sui +12V va oltre quella erogabile, per spedifica, da una singola linea, così la maggior parte dei costruttori implementano un'unica linea a 12V principale dalla quale vengono derivate le 4 (in caso di alimentatori di fascia alta) finali, limitando però la corrente di ogni linea finale allo standard ATX, ovvero 20A. Per poter quindi erogare una potenza maggiore, specialmente dov'è richiesta maggiormente, proprio sui +12V, i costruttori devono aumentare il numero delle linee. 

Fortunatamente però oggi non è più come prima, sia perché le tecnologie sono di gran lunga più avanzate, le componenti HW consumano molto meno e le PSU sono molto più efficienti, inoltre ci sono tantissimi calcolatori online che ci consentono di stimare, in modo abbastanza preciso, quale sarà il consumo finale della nostra configurazione e di scegliere l'alimentatore migliore per le nostre esigenze.

La Certificazione 80 Plus:
In passato, acquistare una buona PSU richiedeva un certo tipo di conoscenze del prodotto e non tutti i produttori si affannavano nella ricerca della qualità, oggi invece è tutto più facile grazie allo standard di "Certificazione 80 Plus", una certificazione internazionale volontaria volta a promuovere l'uso efficiente dell'energia, atta ad attestare infatti l'efficienza energetica della PSU che stiamo acquistando, secondo una tabella con valori percentuali e bollini indicativi del range di efficienza, superiore all'80% (ecco perché "80 plus") sotto carichi di lavoro del 20/50/100%.

Volendo dare qualche cenno storico, la certificazione 80 plus nasce nel 2004 da Ecos Consulting ma solo nel 2005 il mercato ha visto il primo alimentatore certificato 80 Plus, prodotto da Seasonic, inoltre diviene nel 2007 vero e proprio standard di mercato e nell'anno successivo, il 2008, vengono aggiunte le specifiche come le conosciamo oggi, quelle basate sui metalli preziosi per intenderci, quindi Bronze, Silver e Gold. Successivamente sono arrivate anche le certificazioni più alte come la Platinum (ottobre 2009) ed in fine la Titanium, che ha visto la luce nel febbraio del 2012 con una PSU nata dalla collaborazione tra Dell e Delta Electronics.

Vediamo adesso come si presenta la tabella comparativa delle specifiche 80 plus:

la dicitura non-redu, indica la "ridondanza" che non riguarda il mercato consumers che interessa a noi, ma quello server.
Come potete notare e come già accennato, nella tabella sono riportate le percentuali di efficienza energetica delle varie specifiche in base ai carichi di lavoro. Sono presi come riferimenti le due linee di tensione principali, ovvero quella USA, da 115/120V e quella EU da 230V, questi valori rappresentano le tensioni delle linee elettriche di casa nostra per intenderci e come è facilmente intuibile essendoci in EU una tensione maggiore anche l'efficienza dell'alimentatore risulta maggiore.
In passato le PSU avevano uno switch (solitamente rosso) sul retro che dava la possibilità di selezionare la tensione in ingresso con la quale lavorare, magari qualcuno di voi se ne ricorderà proprio perché non sapendo cosa fosse, lo avrà attivato causando, nel migliore dei casi, una bella fumata grigia.


Giusto per chiarire, sicuro starete pensando a cosa potrebbe succedere se dovessimo usare una PSU tarata per una certa tensione in ingresso nei due scenari differenti, ebbene se l'impostazione di tensione in ingresso della PSU è fissata a 230V AC e la tensione di ingresso effettiva che alimenta l'unità, quindi alla presa elettrica, è di 115V AC, il PC si ritroverebbe in una sorta di stato di "fame" da tensione corretta, (scenario US con PSU EU) questo non dovrebbe generare problematiche, mentre se l'impostazione della tensione di ingresso dell'alimentatore è fissato a 115V AC e la tensione d'ingresso effettivo che alimenta l'unità è 230V AC, allora il PC si ritroverebbe con un "eccesso di tensione" (scenario EU con PSU USA) cosa che sarebbe dannosa sia per la PSU che per il PC.

Per quanto riguarda invece i carichi di lavoro riportati nella tabella, viene considerato il 20% in quanto molto vicino ai carichi di un sistema in idle, il 100% che è praticamente il carico in Load ma con un sistema interamente sotto stress, come lo sono i benchmark sintetici per intenderci e il 50% in quanto rappresenta il valore di media di carico di un sistema normale.
Questi valori vanno presi in considerazione se vogliamo effettuare una scelta oculata in base ai consumi, mi spiego meglio.
Volendo riprendere l'esempio fatto nel paragrafo sul wattaggio, quindi il famoso sistema avente consumo reale di 400W, rapportandolo ad una PSU con certificazione 80Plus Gold e scenario EU, quindi con tensione in ingresso di 230V, abbiamo dei valori d'efficienza pari al 90% / 92% / 89% , volendoli rapportare quindi al nostro esempio, i calcoli sono molto semplici. Teniamo conto del valore d'efficienza con carico al 50%, quindi 400/0.92 con un risultato di circa 435, vuol dire quindi che dalla presa elettrica di casa vengono prelevati 435W per alimentare il nostro sistema da 400W, con un surplus di soli 35W, questo valore rappresenta quindi la perdita energetica.

Fortunatamente le PSU di oggi, hanno tutte un range di operatività molto alto quindi non vi è più l'esigenza di doverle munire di switch per selezione le tensioni in ingresso, inoltre nella tabella ho evidenziato in rosso la riga riguardante la certificazione Silver, questo perché ormai non se ne trovano più, o meglio, non vengono prodotti più per una questione di prezzo, in quanto è una specifica che offre poco in più alla Bronze e poco meno della Gold ma spesso era nella stessa fascia di prezzo di quest'ultima, ci sarebbe da dire che alcuni produttori hanno iniziato a inserito un'altra certificazione non-ufficiale detta "85 plus" che dovrebbe assicurare proprio quel range di efficienza energetica che tipica della Silver o comunque compresa tra la Silver e la Gold.

A mio avviso la Certificazione 80Plus, rappresenta il metro di valutazione migliore, la caratteristica più importante di cui tener conto quando si acquista una PSU, questo perché, come già accennato tale certificazione è gestita da un ente esterno ai produttori di alimentatori, le PSU infatti per ricevere il bollino equivalente alla fascia di certificazione devono essere testate e per garantire le percentuali dichiarate di certo non si può risparmiare sui materiali e sulle componenti elettroniche utilizzate.

Il PFC:
Altro fattore da considerare nell'acquisto di una PSU è dato dal PFC (Power Factor Correction).
Negli alimentatori moderni, il Power Factor Correction (o Correzione del Fattore di Potenza), ha lo scopo di migliorare il rapporto tra la potenza complessiva impegnata dalla rete (potenza apparente) e quella che effettua il lavoro richiesto (potenza attiva) riducendo, di conseguenza, la componente non attiva (potenza reattiva) che interessa le caratteristiche specifiche di quel particolare circuito.
Detta così può sembrare confusionale ma, in poche parole questo vuol dire che il PFC migliora il rendimento della produzione e della distribuzione dell’energia elettrica all’interno del PC, da non confondere con l'efficienza energetica e viene rappresentato con un valore numerico, compreso tra 0 e 1, dove 0 è la situazione peggiore e 1 quella migliore.
Esistono due tipologie di PFC:
Il PFC attivo, il migliore, in quanto gestito da un circuito  ma che, al tempo stesso, influisce un po’ di più sul prezzo dell’alimentatore.
Il PFC passivo, sicuramente più economico del precedente che ma non in grado di assicurare un fattore di correzione prossimo a 1
C'è da dire però che ormai in commercio vi sono solo alimentatori dotati di PFC attivo e che andrebbe scelta sempre la PSU con valore di PFC più vicino al l'unità e visto che il valore ottimale di 1 non si può raggiungere la scelta migliore è 0.99.

Modularità dei cablaggi:
Da qualche anno a questa parte, una feature divenuta molto importante e richiesta riguarda la possibilità della PSU di avere i cavi d'alimentazione per i componenti interni staccabili, o meglio non fissati all'alimentatore ma che possono essere attaccati a quest'ultimo in caso di necessità, una feature che però fa variare, anche di bel po', il prezzo della PSU in questione.
Sto parlando della Modularità di una PSU, gli alimentatori moderni infatti si possono, a parità di caratteristiche tecniche, suddividere anche per livelli di modularità;

Non-Modulare: Nessuno dei cavi della PSU è staccabile, praticamente il classico alimentatore che conosciamo.
Semi-Modulare: Parte dei cavi della PSU sono fissi (connettore a 24pin per la MoBo e solitamente il connettore o i connettori 4 e 8pin per la CPU) ed altri sono removibili (solitamente tutte le periferiche).
Full-Modulare: Tutti i cavi sono removibili, compresi quelli per la motherboard, quindi il 24pin e quello/i per la CPU.


La scelta di un modello invece di un altro dipende sostanzialmente da voi, dalle necessità che avete, se magari volete risparmiare un po' sul prezzo allora vi conviene optare per una PSU non-modulare o al massimo semi-modulare, viceversa se il prezzo non è troppo un problema per voi, allora le PSU full-modulari sono la scelta migliore, a parte il fatto che le PSU di un certo livello e di un certo costo sono tutte full-modulari ma il beneficio di un'alimentatore interamente modulare sta nel fatto che in caso di sostituzione potrete farlo senza dover necessariamente scollegare tutti i cavi dai vari componenti.

Protezioni e certificazioni varie:
Ultime ma non per importanza, nell'acquisto di un nuovo alimentatore vanno prese in considerazione tutte quelle certificazioni varie che i produttori garantiscono per le loro PSU che spesso sono riportate sulle scatole dell'imballagio o nel materiale cartaceo in bundle con le PSUs stesse.
Le "sigle" che spesso appaiono sulle confezioni di una PSU o sui manualetti interni, vanno comprese e conosciute, in quanto indicano appunto le protezioni che il produttore ha inserito nel suo alimentatore, vi elenco di seguito quelle che una buona PSU dovrebbe avere:

  • OCP (Over Current Protection): protezione contro i picchi di corrente. 
  • OVP (Over Voltage Protection): protezione dalle tensione eccessive. 
  • OPP (Over Power Protection): protezione da sovraccarico, detto anche OLP. 
  • OTP (Over Temperature Protection): protezione da surriscaldamento.
  • UVP (Under Voltage Protection): protezione da cali di tensione.
  • SCP (Short Circuit Protection): protezione da corto circuito.
  • NLO (No Load Operation): non una vera protezione ma può essere utile perché permette di accendere l'alimentatore anche in assenza di carico, le sigle sopra sono sicuramente più importanti a mio parere.

ErP/EuP: Altra cosa da dire sull'efficienza energetica riguarda il consumo in "Standby", delle PSU, sappiate che l'alimentatore continua ad assorbire una piccola parte di energia, anche a PC spento, a meno che non stiacchiate la spina o lo spegnate tramite l'apposito interruttore sul retro, sarebbe quindi buona norma assicurarsi che il prodotto che stiamo acquistando sia certificato ErP/EuP, che certifica appunto che l'assorbimento della PSU in modalità "standby" è inferiore a 1W.

I Produttori e i numeri UL: Inutile dire che vi sono produttori migliori di altri, o meglio più affidabili, non starò qui a dirvi quali sono i buoni e quali i cattivi, se siete un minimo competenti o avete un po d'esperienza saprete già chi sono i produttori che garantiscono prodotti di qualità superiore. Ad ogni modo c'è da dire che non tutti i brand, producono da sè le loro PSU, molti produttori infatti commissionano la costruzione dei loro alimentatori ad altri, spesso per una questione di costi di produzione ma anche per garantire un prodotto migliore nel caso in cui si decida di affidarsi ai grandi nomi del settore che oltre a produrre per se stessi con il proprio marchio, assemblano PSU OEM che verrano poi brandizzate da altri.
Un modo per capire quindi chi è il reale produttore della nostra PSU è quello di controllare il numero UL.
UL, acronimo di Underwriters Laboratories, è un'azienda indipendente che certifica la sicurezza dei prodotti e che si occupa di test e standard di sicurezza.
Ogni anno sono oltre 20 miliardi le certificazioni UL presenti sui prodotti di oltre 66 mila marchi differenti, l'UL Group e tutta la sua rete di provider di servizi includono 68 laboratori per il test e la certificazione nel mondo, e servono clienti in 102 paesi, (fonte sito dell'azienda).
Questo significa, che, praticamente, tutti gli alimentatori venduti devono essere marchiati con un numero UL, tale numero ha il compito d'identificare il produttore di un alimentatore, è facile quindi pensare che la non presenza su un prodotto del numero UL potrebbe indicare scarsa qualità, almeno per quello che vale negli USA.


Personalmente l'ho sempre trovato, è raro non trovare questo numero con simbolo annesso, a meno che non si tratti di un prodotto davvero, ma dico DAVVERO pessimo, ma se proprio dovesse capitarvi di non trovarlo, non allarmatevi, fanno sempre fede tutte le cose dette fin ora in questo articolo.
Se volete provare, nell'immagine sopra, ho volutamente preso solo parte dell'etichetta di una PSU, così che possiate cercare il numero UL stesso voi e provare ad indovinare di che PSU si tratta, potete verificare il codice online a questo indirizzo; Database UL.


In CONCLUSIONE, mi rendo conto che abbiamo messo tanta carne a cuocere, volendo quindi fare un riassunto, possiamo dire che le caratteristiche di cui tener conto al momento dell'acquisto di una nuova PSU per il nostro sistema, secondo un mio personalissimo ordine d'importanza, sono:

Il Wattaggio: che deve essere sempre sufficiente ad alimentare il nostro sistema, esistono infatti molti siti dove è possibile calcolarlo selezionando le componenti che abbiamo scelto per il nostro nuovo PC, inoltre il consiglio che vi posso dare è quello di eccedere sempre di un pò sul wattaggio finale, di un 150/200W per una questione di carico del sistema ed anche perché col tempo la PSU, invecchiando, inizierà a deteriorarsi anche nelle sue parti interne, come i condensatori, e non sarà più in grado di garantire gli stessi watt in uscita di quando era nuova.
Se volete provare eccovi un Power supply calculator aggiornato con buona parte degli ultimi componenti presenti in commercio, potrete inoltre settare potenziali valore di OC di CPU e GPU.

La Certificazione 80Plus: cercate sempre una PSU certificata "80Plus", se potete permettervelo, puntate sempre alle certificazioni dal gold in su, per i sistemi meno esosi vanno bene anche le certificazioni inferiori e per tornare al punto sopra del wattaggio, vale la pena eccedere di 150/200W proprio per permettere alla psu di lavorare nel range di efficienza migliore.

Le Protezioni: Sono un sinonimo di qualità costruttiva affidabile, perchè si tratta di componenti elettroniche e scelte di progettazione oculate che non si possono dare a caso, quindi vale la pena assicurarsi che vi siano tutte, specialmente se siete a conoscenza che la vostra linea elettrica domestica è vecchia o non molto stabile.

La Modularità; Inserisco nelle ultime posizioni questo aspetto in quanto influisce sul prezzo della PSU e sul lavoro per voi che assemblate e non sulla qualità costruttiva di un alimentatore, anche se, come ho già detto sopra, le PSU più economiche non sono mai totalmente modulari, mentre tutte le PSU più costose lo sono sempre.

Testare la PSU: Esattamente, esistono dei tester per PSU che consentono di capire se tutte le tensioni in uscita sui cavi dell'alimentatore che abbiamo acquistato sono corrette, o comunque rientrano nelle specifiche ATX.

Buona norma sarebbe infatti quella di testare le nuove PSU prima di collegarle al nostro sistema, fortunatamente questi piccoli strumenti non costano molto e rappresentano quindi una spesa extra che vale sicuramente la pena fare.
Vi metto un paio di link di PSU testers che potete acquistare su Amazon:

DIGIFLEX ATX alimentatore tester 20 24 pin SATA LCD

PhilMat PSU Tester LCD 20/24 ATX pin 4

Digitus ATX Power Supply Tester LCD


BRAND: Ultimo, il discorso dei brand, è ovvio che ognuno di voi può avere una certa preferenza per un marchio o un altro, la cosa migliore da fare in questi casi è "cercare", cercate online!, ci sono migliaia di recensioni fatte da siti che riescono a testare le PSU fino al midollo, inoltre molti brand offrono una garanzia per il loro prodotti, alcuni anche di 10 anni!, è superfluo dire che una garanzia lunga offerta dal produttore è sicuramente un punto a favore nella scelta della PSU.

Detto questo, spero che questa prima guida possa esservi utile, doveste avere dubbi, domande o suggerimenti, magari perchè ho dimenticato qualcosa d'importante, fatemelo sapere nei commenti.
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giovedì

CASELABS arriva in Europa.


Quando si parla di CASE, specialmente nel nostro paese e continente, a molti vengono in mente i soliti nomi, quelli che conosciamo da anni e che da anni sono sul nostro mercato ma quando si parla di CASE ottimizzati per impianti di raffreddamento a liquido c'è un solo nome a mio avviso, CaseLabs.
L'azienda, che nasce nel 2010 ma già con molti anni d'esperienza nella costruzione di chassis per componenti elettronici finalizzati all'uso industriale, medico e militare, ha finalmente aperto uno store online per noi residenti nel vecchio continente, con spedizioni gratuite in tutti i paesi.
CaseLabs offre prodotti di altissima qualità costruttiva progettati per sistemi watercooling, anche multi loop e caratterizzati da un layout totalmente aperto, senza impedimenti di alcun tipo e nella maggior parte dei casi anche con suddivisione dello spazio interno in camere separate per un miglior flusso d'aria e non solo.
Insomma, i prodotti CaseLabs sono di altissimo livello, non solo per le features ma soprattutto nei materiali, tutti i case infatti sono costruiti in alluminio e vengono consegnati smontati, quindi dovrete assemblarli voi, cosa molto positiva in quanto accerta l'assenza totale di rivetti, i modders apprezzeranno, ovviamente la qualità si paga e il prezzo di questi case è davvero importante, basti pensare che il modello top di gamma costa da solo quanto un PC di fascia medio-alta.
Il sito in questione è questo, bestcases.eu e così come vale per il sito USA anche su questo EU potrete personalizzare il prodotto che preferite con tutte le altre features che CaseLabs mette a disposizione tra cui anche la possibilità che vi venga spedito già montato, ma sinceramente lo sfizio è anche assemblarlo da soli.



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mercoledì

DK-04, la prima Computer Desk regolabile di Lian-Li

Lian-Li sembra essere una delle società dell'industria PC più attive dal punto di vista delle nuove proposte in questo periodo di tempo.
L'ultima novità arriva dalla sua linea di Computer Desks, che per chi non lo sapesse, sono delle vere e proprie scrivanie aventi una cavità sotto il piano d'appoggio dove possono essere installati tutti i componenti hardware che solitamente installereste in un Case per PC.

La DK-04 si presenta come un modello non solo bello esteticamente (personalmente parlando) ma anche estremamente funzionale, non voglio essere di parte ma questo genere di soluzioni mi piacciono moltissimo, personalmente mi piacerebbe averne una ed installarci un mio futuro PC, sia per un discorso puramente estetico sia per una questione di salvaguardia degli spazi, per chi ha una camera piccola, e molti soldi da spendere e ci arriveremo al prezzo, potrebbe essere un'ottima soluzione.

Ad ogni modo la DK-04 ha una struttura interamente in allumino, uno standard per i Case Lian-li, con piano superiore in vetro temperato capace di resistere fino a 100Kg di carico ma la caratteristica più interessante di questo nuovo prodotto è il fatto che i piedi, in metallo, della scrivania sono motorizzati per la regolazione in altezza (da 780mm fino a 1170mm) e controllabili tramite apposita console di comando, che vi consentirà anche di memorizzare fino a 4 profili d'altezza differenti.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche da "Case" la DK-04 di Lian-li, può ospitare, su un struttura interamente removibile per l'installazione esterna dalla scrivania, schede madri con form factor ATX o micro-ATX con 8 slot di espansione, schede video con lunghezza massima di 320mm, dissipatori CPU ad aria con altezza massima di 140mm e PSU con lunghezza massima di 220mm.

E' possibile installare nella stessa zona, ma su una struttura separata dalla motherboard tray removibile, fino a 4 ventole da 120 mm o radiatori per sistema di raffreddamento a liquido, custom o AIO, con misure che vanno dai 120x120mm ai 120x480mm, ma il supporto per le ventole non finisce qua, infatti è possibile installare anche 4 da 120mm ventole nella zona posteriore della scrivania, i cui supporti possono ospitare anche radiatori da 120x120mm o 120x240mm, inoltre per quel che riguarda il comparto storage, è possibile installare fino ad un massimo di 8 drives, 3.5" o 2.5".


Ad ogni modo, vi avevo accennato che vi sarebbero serviti molti soldi per acquistarla, ebbene il prezzo suggerito per questa bella scrivania, che sarà disponibile in commercio dal 10 Maggio, è di ben $1499,  vi invito a visitare la pagina ufficiale a questo indirizzo nel caso vogliate maggiori informazioni.


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Asus ROG GT51CA, un PC che salta all'occhio e al braccio...

ASUS ha da poco presentato il suo nuovo PC Desktop della linea ROG (Republic of Gamers), dedicato ai videogiocatori più esigenti e ai PC enthusiasts che non hanno però, le conoscenze e le abilità necessarie per montarsi un PC di alta fascia da soli, lo so suona un po' come una contraddizione ma, che ci volete fare...

Il GT51CA si presenta come un concentrato di potenza, estetica (un po' pacchiana a dire il vero) e funzionalità, seppur l'hardware interno non sia poi tanto clamoroso da fare impazzire, dopotutto si parla sempre di componenti che potete acquistare voi stessi separatamente, il discorso cambia però se si considera quella che è forse la peculiarità di questo PC, ovvero il ROG Band, un braccialetto che vi permetterà di attivare la modalità OC e accedere ad una partizione segreta degli hard drives, dove potete conservare le vostre "cosine personali", a buon intenditor.


Il ROG Band, ad ogni modo, funziona tramite un ricevitore NFC (opzionale), compatibile anche per altri dispositivi, installato sul pannello anteriore del case, sono inoltre disponibili sempre in via opzionale sia WiFi che Bluetooth.

Per  quanto riguarda le caratteristiche tecniche, il GT51CA ha dimensioni di 262 x 584 x 587mm (WxDxH) e un peso di 27 chilogrammi, ovviamente parliamo di un sistema personalizzabile, nel senso che sul sito Asus potrete configurarlo scegliendo tra varie opzioni.
Come CPU c'è la possibilità di scegliere tra un Intel Core i7-6700K (OC a 4,6 GHz) oppure Core i5-6600K (OC a 4,3 GHz), ovviamente raffreddati da un kit AIO brandizzato ROG, su scheda madre con chipset Z170, con possibilità di scelta per la memoria di sistema tra; 64GB DDR4 a 2133MHz (OC a 2800MHz) oppure da 16GB fino a un massimo di 64GB DDR4 a 2133MHz (OC a 2400MHz).
Per quanto riguarda il comparto storage, le configurazioni disponibili prevedono l'utilizzo di un hard disk da 7200 RPM con capacità fino a 3TB, un SSD M.2 SATA da 256 GB, due SSD M.2 PCIe 3.0 x4 in RAID 0 da 512 GB oppure un M.2 PCIe da 512 GB.

Numerose invece sono le configurazioni disponibili per il comparto grafico, esclusivamente Nvidia e potrete sceglier tra una singola GTX 970, singola GTX 980, 2x GTX 980 SLI, singola GTX TITAN X o 2x GTX TITAN X SLI.

Insomma, il GT51CA è davvero un sistema dalle potenzialità elevate, il design è volutamente aggressivo, proprio per attirare l'attenzione, a me personalmente non fa impazzire, anzi devo dire che lo trovo parecchio bruttino, questo perché amo le linee pulite, ma principalmente questo genere di design non è mai funzionale dal punto di vista del flusso d'aria interno al case, anche se Asus ha disegnato l'intake frontale appositamente per incanalare aria direttamente alle schede grafiche non credo che questo funzioni troppo bene, visto poi che le suddette schede grafiche sembrano essere  tutte versioni reference di Nvidia, quindi con ventola blower style, mah...

Ad ogni modo il prezzo non è stato ancora annunciato ma sicuramente non sarà basso, nemmeno per la versione "meno equipaggiata", vi riporto di seguito la pagina ufficiale nel caso vogliate qualche informazione in più.
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venerdì

Riotoro CR1080 full-ATX super compatto!

Riotoro non è un brand molto conosciuto, la società è nata circa un anno fa ma trovo, personalmente, i suoi prodotti molto interessanti e mi piacerebbe che arrivassero anche in Europa e in Italia.
Tempo fa vi presentai il Prism CR1280, presentato durante il CES 2016, un full tower senza compromessi, con moltissime features interessanti che mi sarebbe piaciuto recensire personalmente, senza successo fin ora ma che dalle foto e dalle caratteristiche mi piacque particolarmente.

Oggi vi parlerò del CR1080, un Case che fa della compattezza la sua caratteristica principale, compattezza però che non sacrifica il form-factor della scheda madre, infatti il case può ospitare schede madri di formato fino al full-ATX , grazie alla suddivisione dello spazio interno in due camere distinte e separate dalla stessa motherboard tray.
Il case, che misura 245 mm x 359 mm x 394 mm, presenta i pannelli frontale e inferiore in mesh con filtri antipolvere removibili, pannello superiore con la parte posteriore in mesh e parte anteriore solida con cut-out per il pannello I/O, avente tasti accensione e reset, due porte USB 3.0, jack audio e microfono e led attività HDD, a tutto questo si unisce un pannello laterale interamente finestrato.

Come vi dicevo già in precedenza il CR1080 è separato in due camere interne, una anteriore, dove installare scheda madre, dissipatore CPU (altezza massima 120 mm) e scheda video con lunghezza massima di 300 mm, ed una posteriore, dove è possibile installare fino a due HDD da 3.5" o tre SSD/HDD da 2.5"e una PSU di lunghezza massima fino a 240 mm, inoltre il case supporta anche l'installazione di un lettore da 5.25" verticale, con alloggiamento installato proprio nella camera interna posteriore.

Per quanto riguarda le dotazioni di raffreddamento, il CR1080 permette l'installazione sul pannello frontale, nella camera principale del case, di due ventole da 120mm (di cui una preinstallata) e due ventole sempre da 120 mm sulla parte inferiore, inoltre consente di installare una ventola da 80 mm nella camera posteriore del case nella zona storage.
Ufficialmente viene dichiarata compatibilità, sempre nella parte frontale di un radiatore da 120 mm ma immagino che si possa usare anche uno da 240 mm a patto però che usiate schede video compatte, già inizio a fantasticare a come inserirci un sistema di raffreddamento a liquido custom.

Insomma, il CR1080 sembra essere davvero interessante, come il prezzo, è infatti possibile acquistare su Amazon.com questo piccolo case di Riotoro per circa $80, detto questo spero vivamente di poterne recensire uno per voi, sarebbe interessante trovare questo genere di prodotti anche in Italia.
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sabato

Final FantasyXV e PC, io ve lo avevo detto.


Nemmeno un paio di giorni fa parlavamo della tanto attesa data d'uscita ufficiale per FFXV e delle varie versioni acquistabili in un post a questo link e sempre nello stesso post, vi avevo accennato che molto probabilmente sarebbe arrivata anche una versione PC, la risposta di Square non ha tardato ad arrivare.
La notizia arriva infatti da un Tweet ufficiale del profilo ufficiale che Square Enix ha dedicato a FFXV.
Nel tweet, che vi riporto a fine articolo, si parla proprio della versione PC del gioco accennando al fatto che, molto probabilmente si tratterà di una versione high-specs, quindi dai requisiti abbastanza alti, oltre al fatto che sicuramente sarà sviluppata su DX12 considerando che le versioni attuali per console sono state sviluppate su DX11, insomma staremo a vedere, sperando che non ci facciano attendere altri due anni o giù di li.

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mercoledì

TEKKEN potrebbe arrivare su PC!!


Su forza, chi di voi non ci ha mai giocato??? chi di voi non ha mai usato questo videogioco per risolvere gli screzi tra parenti o amici?? IO L'HO FATTO!!!, ebbene Bandai NAMCO ha recentemente lanciato un sondaggio, al quale potete partecipare tutti, il cui scopo, secondo quanto si evince da alcune domande potrebbe essere proprio sondare i videogiocatori per un possibile arrivo del prossimo TEKKEN 7 su PC.

Insomma, The KING OF THE IRON FIST Tournament potrebbe approdare sul RE delle piattaforme di gioco, che in questi ultimi anni ha visto altri titoli convertirsi, Street Fighter V ad esempio, dal quale è stato gentilmente invitato a partecipare al TEKKEN qualche personaggio.
Ad ogni modo per Bandai Namco non dovrebbe comportare troppi problemi il porting di Tekken 7 su PC, considerando che il gioco è sviluppato con motore grafico Unreal Engine 4, scelta che a quanto sembra sia stata fatta apposta per avvantaggiare quest'operazione.
Non vi è ancora una data di uscita ufficiale ma è molto probabile che arriverà per questo 2016, senza slittamenti, su PlayStation 4 e quindi si spera anche su PC, con forse la possibilità di giocarci in VR grazie al Sony's PlayStation VR Headset.


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sabato

Case and Air Pressure


The air flow is often, unfortunately, one of the most neglected features in the choice of our Case, overshadowed by other factors, like the esthetics or the price, but is for sure the one that is more relevant in making all the parts that make up our pc work properly. To talk about this argument we need to make some points: as we know the main enemies of the electric components are HEAT, DUST and STATIC ELECTRICITY; the HEAT and the STATIC ELECTRICITY are the most dangerous since they can instantly compromise the functioning of any hardware component, the DUST instead, affects the components more in the long term, but it is as much detrimental since it will contribute to the other two factors, in fact slowly accumulating between the blades of the fans of the case and internal hardware, as GPU, CPU and PSU it will compromise their functioning and clearly, a fan that doesn’t run well will move less air than it’s supposed to, and so it will dissipate worse the heat generated by the components. The CASE therefore, is the component that is meant to host and shield all your expensive hardware, would you ever economize on the chassis of a racing car? Said this I will show you which are the characteristics that, in my opinion, you should look for when you will buy a new case.

Internal Layout:
Usually one of the first features that you should consider in a case is the internal space, nay the “Internal Layout”, on this depends the correct setting of our hardware and the simplicity in the process in itself, but even the air flow, and to that we will come later, anyway, many users start to build their PC even without the sufficient experience and often they will find themselves in hard situation that will force them to revise the hardware they bought or to spend even more money to buy some new compatible parts, for example: a GPU that won’t fit into the case, a water cooling AIO bough in combo with a case that won’t support it, a motherboard with form factor not supported in the case; these are just some of the problems that an accurate study of the build can easily overcome, features as the cages for removable HHDs, dedicated slots for the SSDs or the space on the back of the motherboard tray for the cable management, are some of the requirements that a quality case should include.

Dust Filters:
The dust is made up by volatile particles that can be found in the air and that deposit on the surfaces, the same dust that end up on fornitures, shelves and desks, will end up inevitably in the inside of our PC; an important feature that will help us with this problem, and that lately is getting popular between the case producers is the dust filter, it is fundamental for our case to include these filters at least on the vent of our PSU and in all the panels where we are going to install the intake fans, we will see later why.
corsair 450D bottom+psu dust filter


Air Flow:
Clearly, the air flow inside our case in one of the most important features in it, due to the premises we talked about above, but unfortunately is usually one of the most overlooked.
As we already said, the internal layout of a case contributes to a good air flow, less restriction there are in the case and more the air will be free to flow and to cool our hardware; we had already hinted to the removable cages for the HHDs, well, in the cheaper cases these ones are not removable and present some problems that may obstruct the correct air flow coming from the fans mounted on the front of our case. So, keeping this in mind when choosing our case will help us to uninstall them in case we wouldn’t need them for a better air flow.
A case with a good air flow, usually is a case that shows a lot of “intakes” for it, as the front panel and the superior ones “meshed” that, clearly, will let the air to flow better than the solid panel, and is to be said that nowadays all the manufacturers are fitting to these standards, and, except some older models, in every case have some meshed areas dedicated to the air intake.



But how many fans do we need to have a good air flow in the inside of our case? Unfortunately I don’t have the means to do the test in myself but there is someone who, thanks to his availability, did this test, here’s the link to the video on the YouTube channel of LinusTechTips, since in this article we will linger more on some other aspects.

Let’s start with the assumption that, a case, being a “closed box” represents a separated environment than the rest of the room in which it is in and the fact that it has some fans generating an air flow imply that on the inside we will have a different air pressure than the outside.
The fans on a case can be set up in two ways, as intakes, mounted in a way that they take the air from the outside and introduce it on the inside of the case, or in exhaust, meaning that they take the air from the inside of the case and the expel it to the outside, this windage, therefore, generates a different pressure between the inside and the outside of a case, but how?
We can have three different type of internal air pressure in our case, shown in the pictures below with the help of a Cooler Master Master Case 5;

Positive pressure: is when the air in intake is more than the air expelled, this situation will arise when we install more fans in intake than in exhaust, or no fans in exhaust.



PRO: the possibility to have a Case almost dust-proof, in case all the intakes are provided with dust filters.
The easiness in the installation is due to the fact that usually the motherboards presents more connectors for the fans on the side that facing front of the case rather than the rear and, usually, there are more assembling options for the fans in the front of the case.

CON: for sure the biggest problem in this situation is due to the fact that in this kind of set ups, especially in case you don’t have no fans in exhaust, the air tends to stagnate in the areas of the case in which there isn’t a direct flow, this phenomenon increases if the TOP of our case is a solid panel and if there are a lot of internal obstacles.



Negative Pressure: is exactly the opposite of the positive one, in this instance as a matter of fact there is a bigger exhaust flow than the intake one due to a larger number of fans mounted in exhaust.

PRO: this kind of layout allows a better dissipation of the internal heat and won’t let happen the phenomenon of the stagnation of the air since we will generate a vacuum effect, sucking all the air from the inside of the case, this effect will be as much noticeable as more fans we will have in exhaust rather than in intake.

CON: the biggest problem in this configuration is due to the fact that no case is watertight or sealed, there are a lot of little slits between the plates and the plastic parts that compose it, the vacuum effect, of which we talked about before, takes all the needed air from the outside through them, and since they will not be filtered in any way, we will have a lot of dust coming in from the outside, turning our PC into a real desk vacuum cleaner...


Neutral pressure: we have this kind of pressure when the air in intake and in exhaust are balanced due to an equal number of intake and exhaust fans, regulating them in a way that will let them generate the same air flow. 


PRO: this configuration is theoretically the more effective, since it creates and optimal air flow to dissipate the heat as fast as possible without creating stagnancies or a vacuum effect and therefore our system will be free from the dust.

CON: it’s extremely difficult to set up, if not impossible, it would require an enormous amount of work, taking into account the internal layout of the case, the values of the air flow and the static pressure generated by the fans, the resistance created by the components as the CPU heatsink, GPU, HDD and so on…i'ts hard...


To conclude  this article, we talked about the general characteristics to which, whoever is going to buy a new case, should look for, that are, a good internal layout, dust filters,  and an optimization for a good air flow.
We talked about the air pressure generated in the inside of a case and the different kinds of it with their pros and cons. We can say that the best solution of the three is the one with positive pressure, easy to achieve and highly effective, I’d take the liberty anyway of suggesting, to whoever wants to try it, to try and find a compromise between neutral and positive pressure, perhaps using the same number of fans in intake and exhaust but setting the last ones with a speed slower than the former with a layout as follows: 2 front intake fans, 1 rear exhaust fan and 1 exhaust fan on the top.


Il flusso d'aria è spesso, purtroppo, uno degli aspetti più trascurati nella scelta del nostro Case,  messo in ombra da altri fattori come l'estetica o il prezzo ma è sicuramente la feature che più influisce sul corretto funzionamento delle parti che compongono il nostro PC.
Facciamo alcune premesse; Sappiamo che i nemici principali dei componenti elettronici interni in un PC sono: CALORE, POLVERE ed ELETTRICITÀ STATICA; CALORE ed ELETTRICITÀ STATICA sono quelli più dannosi, in quanto possono compromettere istantaneamente il funzionamento di qualsiasi componente hardware, la POLVERE invece, influisce più a lungo termine ma è altrettanto dannosa in quanto poi contribuisce al presentarsi degli altri due fattori, in particolar modo il calore, la polvere infatti, accumulandosi lentamente tra le pale delle ventole di case e hardware interno , come GPU, CPU e PSU ne compromette il funzionamento ed ovviamente, una ventola che gira male muove poca aria, quindi dissipa peggio il calore generato dai componenti.
Il CASE, quindi, è quel componente che serve ad ospitare e proteggere al suo interno  tutto il nostro costoso hardware, voi risparmiereste mai sul telaio di un auto da corsa?, detto questo, vi illustrerò quali sono le caratteristiche che, a mio avviso, dovreste ricercare quando acquistate un nuovo case.

Layout Interno:
Solitamente, uno dei primi aspetti che bisogna considerare in un case è lo spazio interno o meglio il "Layout Interno", da questo dipende la corretta installazione del nostro hardware e la semplicità del processo in sé ma anche il flusso d'aria e ci arriveremo poi, ad ogni modo, molti utenti si cimentano nell'assemblaggio del proprio PC non avendo sufficiente esperienza e spesso si trovano in situazioni problematiche che li costringono a rivedere l'hardware che avevano acquistato o a dover spendere ulteriori soldi per acquistarne dell'altro compatibile; ad esempio, una scheda grafica eccessivamente lunga che non entra nel case, un dissipatore a liquido AIO comprato in combo con un case che non ne supporta l'installazione o ancora, una motherboard con form factor non supportato dal case, questi sono solo alcuni esempi di problemi che un accurata informazione e attenzione nella scelta dei componenti può evitare, features come le gabbie per gli HDD removibili, gli slot dedicati agli SSD o lo spazio sul retro della mobo tray per il cable menagment,  sono alcuni dei fattori che un layout interno di qualità dovrebbe avere.

Filtri antipolvere:
La polvere è composta da particelle volatili che si trovano nell'aria e che si depositano sulle superfici, la stessa polvere che finisce sui mobili di casa nostra, sulle mensole della nostra camera o sulla nostra scrivania, finisce inevitabilmente anche all'interno del nostro PC, a questo problema ci viene in soccorso una feature molto importante che, da qualche anno sta diventando, fortunatamente, molto comune tra i produttori di case, ovvero, i filtri antipolvere, è molto importante che il nostro case abbia questi filtri "almeno"  sulla presa d'aria per la nostra PSU e su tutti i pannelli dove andremo ad installare le nostre ventole in immissione, vedremo successivamente il perché.
corsair 450D lower+psu dust filter


Air Flow:
Sicuramente, quello del flusso d'aria interno al nostro case è forse l'aspetto, a mio avviso, più importante, tenendo conto delle premesse che ci siamo fatti sopra, sembra quasi scontato ma in realtà, come avevo già accennato è l'aspetto che meno viene tenuto in considerazione.
Come abbiamo già detto, il layout interno di un case contribuisce anche ad un buon flusso d'aria, meno restrizioni ci sono e più l'aria è libera di circolare e di arrivare a raffreddare il nostro hardware, avevamo già accennato la feature delle gabbie removibili per gli HDD, bene , nei case economici spesso quest' ultime non sono removibili e rappresentano delle vere e proprie "barriere architettoniche" che ostacolano il corretto flusso d'aria proveniente dalle ventole installate sul fronte del nostro case, quindi, l'aver tenuto conto di questa cosa al momento della scelta di un case ci permetterà di disinstallarle nel caso un cui non ci servissero per avere un flusso d'aria migliore.
Un case con un buon flusso d'aria, solitamente è un case che presenta molti "ingressi" per quest'ultima, come i pannelli frontale e superiore in "mesh" (forati) che, ovviamente , permettono un flusso d'aria migliore rispetto a dei pannelli solidi, c'è da dire che oggi giorno tutti i produttori si sono adattati a questo standard, chi più e chi meno, e, salvo vecchi modelli, tutti i casi hanno delle zone di ingresso per l'aria forate dedicate.



Ma di quante ventole abbiamo bisogno affinché vi sia un buon flusso d'aria all'interno del nostro Case? Sfortunatamente, non ho i mezzi per poter fare io stesso dei test ma c'è qualcuno che, forte delle grandissime possibilità economiche di cui dispone, ha effettuato questi test, vi riporto il link al video sul canale youtube di LinusTechTips, anche perché in questo articolo ci soffermeremo di più su altri aspetti.

Partiamo subito dal presupposto che, un case, in quanto "scatola chiusa" rappresenta un ambiente separato dal resto della stanza in cui è posto e il fatto che abbia delle ventole che generano un certo flusso d'aria implica che al suo interno vi sia una pressione atmosferica diversa  da quella al suo esterno.
Le ventole  in un case possono essere montate in due modi, in Immissione,  ovvero montate in modo tale che prendano l'aria dall'esterno e la immettano all'interno del case, oppure possono essere montate in Espulsione, ovvero che prendono l'aria dall'interno del case e la espellono verso l'esterno, questo spostamento d'aria, quindi,  genera un pressione diversa tra esterno ed interno del case ma di che tipo?, ora lo vedremo.
Possiamo avere tre tipi diversi di pressione dell'aria interna al nostro case, rappresentate nelle immagini sottostanti con l'utilizzo di un CoolerMaster Master Case 5;

Pressione positiva: Si crea quando il flusso d'aria immesso in un case è maggiore rispetto a quello espulso, questo avviene quando installiamo più ventole in immissione rispetto a quelle installate in espulsione o addirittura nessuna ventola in espulsione.



PRO: La possibilità di avere un Case "quasi" a prova di polvere", nel caso in cui tutti i nostri ingressi siano provvisti dei filtri antipolvere di cui avevamo accennato in precedenza.
La semplicità di installazione, data dal fatto che, molte MOBOs  presentano più connettori per le ventole posti verso il fronte del case che verso il retro e il fatto che, solitamente, vi siano più opzioni di montaggio per ventole nelle parti anteriori dei case rispetto al retro.

CON: sicuramente il contro più importante è dato dal fatto che in questa configurazione, specialmente nel caso in cui non si abbia nessuna ventola in espulsione, l'aria, tende a stagnare nelle zone del case dove non vi è un flusso diretto, questo fenomeno aumenta se il TOP del nostro case è formato da un pannello solido o se vi sono molti impedimenti interni.



Pressione negativa: E' esattamente l'opposto di quella positiva, si crea infatti quando il flusso d'aria in espulsione è maggiore rispetto a quello in immissione, questo avviene, quindi, quando installiamo un numero maggiore di ventole in espulsione rispetto a quelle installate in immissione o addirittura nessuna ventola in immissione.

PRO: questa configurazione permette una più veloce dissipazione del calore interno e non presenta il fenomeno dell'aria stagnante, in quanto si genera un effetto "vacuum" che aspira letteralmente l'aria dall'interno del case, questo effetto è maggiore se non vi è alcuna ventola installata in immissione.

CON: il contro più grave di questa configurazione è dato dal fatto che nessun case è "a chiusura stagna" ci sono tante piccole fessure, tra le lamiere e le plastiche che lo compongono, l'effetto vacuum di cui abbiamo accennato prima, risucchia letteralmente l'aria esterna al case anche da queste piccole fessure che, logicamente , non saranno filtrate in alcun modo, trasformando il nostro PC in un vero e proprio aspirapolvere da scrivania...


Pressione neutra: Si crea quando il flusso d'aria in immissione e quello in espulsione sono perfettamente bilanciati, questo avviene quando installiamo un numero uguale di ventole sia in immissione che in espulsione e le regoliamo in modo tale che generino lo stesso flusso d'aria. 


PRO: questa configurazione è "teoricamente" la più valida, in quanto riesce a creare un ottimo flusso d'aria per dissipare rapidamente il calore dal nostro hardware senza creare zone stagnanti e non genera effetto vacuum, quindi, il nostro sistema è al sicuro dalla polvere.

CON: E' estremamente difficile da realizzare, se non impossibile, richiederebbe un lavoro immenso, bisognerebbe tener conto del layout interno del case, dei valori di flusso d'aria e di pressione statica generati delle ventole, della resistenza creata dai componenti come dissipatore CPU, scheda grafica, HDD ecc, davvero un lavoraccio...


Siamo arrivati alle conclusioni, abbiamo parlato delle caratteristiche generali che chi acquista un nuovo case dovrebbe ricercare, ovvero, un buon layout interno, filtri anti polvere, ottimizzazione per un corretto flusso d'aria.
Abbiamo parlato della pressione dell'aria che si genera all'interno di un Case e delle varie tipologie con i loro pro e contro. Possiamo dire quindi che la soluzione migliore tra le tre è quella con pressione positiva, semplice da realizzare e di sicuro effetto, mi prendo comunque la liberta di consigliare, a chi volesse provare, di cercare un compromesso tra pressione positiva e pressione neutra, magari utilizzando lo stesso numero di ventole in immissione ed espulsione ma settando quest'ultime con velocità più basse rispetto alle prime con una configurazione:  2 ventole immissione anteriore, 1 ventola espulsione posteriore e 1 ventola espulsione superiore.

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